Banshee era probabilmente nato con l'idea di fare un sofporno con molta violenza, poi gli autori capaci di imbastire delle buone storie, si sono fatti prendere la mano rallentando i ritmi e mettendo forse troppa poesia, però mantendendo quell'azione cafona ed esagerata che era il cuore della serie.
In queste ultime due puntate cercano di tornare ai loro fasti, regalandoci almento una sequenza in linea con le passati stagioni nell'ultima puntata, mentre la settima è servita per chiudere i discorsi dei satanisti e a un confronto tra Hood e Block dove il finto ex sceriffo finalmente decide di dire la verità.
Purtroppo il forte legame emotivo dei personaggi legati tutti da una perdita importante, non ha trovato una corrispondenza con le storie che sono andati tutte per conto loro.
Così Clarie va avanti nella memoria del marito, Hood cerca di scoprire l'assassino di Rebecca, Bunker porta avanti le sue beghe famigliari, Proctor pensa a fare più soldi con la droga. Con qualche intersezione ogni tanto.
Certo il finale resta intenso e ben fatto, però il tutto poteva essere più esagerato, più rumoroso, più intenso. Lo scontro tra Burton e Hood non è lontanamente paragonabile a quello dell'aiutante di Proctor con l'indiana, per esempio.
Molto ben riuscita invece la parte dedicata a Eliza Dushku, in quanto capace di prendere in giro la serie in più occasioni
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